Il lavoratore in malattia può uscire di casa?

IL LAVORATORE IN MALATTIA PUO’ USCIRE DI CASA?

L'obbligo di reperibilità è una condizione fondamentale per il lavoratore assente per malattia, sia nel settore pubblico che privato. Tale obbligo è stabilito dalla normativa proprio per consentire all'INPS di effettuare le visite mediche di controllo, le cosiddette visite fiscali, utili ad accertare l'effettivo stato di salute del lavoratore.

La reperibilità si concretizza nel dovere di rendersi disponibili presso il domicilio comunicato durante determinate fasce orarie giornaliere. Gli orari di reperibilità sono i medesimi per dipendenti pubblici e privati: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Eventuali assenze durante tali fasce, se ritenute ingiustificate, possono comportare sanzioni.

L'obbligo di reperibilità rappresenta dunque una garanzia reciproca: per il datore di lavoro che può verificare la condizione di salute dichiarata dal lavoratore e per il lavoratore stesso che può dimostrare la veridicità della propria situazione. È una condizione necessaria per un corretto rapporto tra le parti.

    1. Lavoratore in malattia: come deve comportarsi il dipendente

Quando un lavoratore si ammala, deve seguire alcune procedure per comunicare correttamente la propria assenza dal lavoro al datore di lavoro.

Innanzitutto, il dipendente deve informare tempestivamente l'azienda dell'impossibilità a prendere servizio per motivi di salute. I tempi e le modalità per questa comunicazione sono solitamente definiti dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) di riferimento. Ad esempio, il CCNL metalmeccanica prevede che il lavoratore debba avvisare l'azienda entro l'inizio dell'orario di lavoro del giorno in cui si verifica l'assenza, salvo comprovato impedimento.

Successivamente, è necessario farsi visitare da un medico per certificare lo stato di malessere. Questa visita andrebbe effettuata possibilmente già il primo giorno di malattia. Il medico invierà il certificato di malattia telematicamente all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e rilascerà al lavoratore il numero di protocollo (PUC) da comunicare al datore di lavoro.

Il dipendente in malattia deve rendersi noto il numero di protocollo INPS al proprio datore di lavoro, secondo i tempi e le modalità specificate nel CCNL applicato. Ad esempio, nel settore del commercio il lavoratore deve comunicare il numero di protocollo entro due giorni dalla data del rilascio.

Durante il periodo di malattia, il lavoratore ha l'obbligo di reperibilità nelle fasce orarie previste dalla normativa (di solito dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, festivi inclusi) presso il domicilio comunicato sul certificato medico. Questo nel caso in cui l'azienda richieda una visita di controllo o visita fiscale. I contratti collettivi possono prevedere fasce orarie di reperibilità più ampie.

Il lavoratore in malattia deve comunicare tempestivamente l'assenza al datore di lavoro, sottoporsi a visita medica ed inviare il numero di protocollo INPS, rendendosi reperibile per eventuali controlli medici.

 

    1. orari visite fiscali: quali sono?

Con il decreto 17 ottobre 2017 n. 206, in vigore dal 13 gennaio 2018, sono state definite le fasce orarie di reperibilità per i lavoratori pubblici assenti per malattia.

Le fasce orarie in cui il lavoratore deve rendere reperibile la propria presenza al domicilio comunicato sono:

  • dalle 9:00 alle 13:00
  • dalle 15:00 alle 18:00.

Tali fasce di reperibilità valgono per tutti i giorni, festivi e non lavorativi compresi.

Sono esclusi dall'obbligo di rispettare le suddette fasce orarie solo alcune categorie di lavoratori. In particolare:

  • Lavoratori affetti da patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • Lavoratori con infortuni sul lavoro;
  • Lavoratori con malattie per cui è stata riconosciuta la causa di servizio;
  • Lavoratori con invalidità riconosciuta.
    1. Orari visita fiscale: Casi in cui il lavoratore è esonerato dalla reperibilità durante la malattia

Il lavoratore assente per malattia è normalmente tenuto a rendersi reperibile al proprio domicilio durante le fasce orarie previste, per consentire lo svolgimento dell’eventuale visita fiscale da parte di un medico incaricato dall’INPS.

Tuttavia, esistono alcune eccezioni in cui il lavoratore può essere esonerato dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità e di sottoporsi alla visita fiscale.

In particolare, l'esonero dalla visita fiscale si applica quando l’assenza per malattia è determinata da:

  • Patologie gravi che richiedono terapie salvavita, come trapianti di organi vitali, cirrosi epatica, insufficienza renale acuta. L’INPS ha stilato un elenco di patologie che danno diritto all’esonero.
  • Malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio, ovvero infermità o lesioni riconducibili allo svolgimento dell'attività lavorativa.
  • Stati patologici connessi a situazioni di invalidità riconosciuta dall'INPS in misura pari o superiore al 67%. L'invalidità civile deve comportare una riduzione permanente della capacità lavorativa di almeno un terzo.

L’esonero può essere richiesto dal lavoratore presentando idonea documentazione medica, ma la decisione finale spetta comunque al medico dell’INPS. Anche il medico curante può segnalare particolari condizioni di salute che richiedono l'esonero dalla visita fiscale, tramite apposita codifica sul certificato medico telematico. Tuttavia la scelta definitiva è sempre demandata al medico INPS.

    1. Orari controllo malattia dipendenti privati: sono uguali rispetto ai dipendenti pubblici?

In seguito all'abrogazione del decreto Madia-Poletti, dichiarato incostituzionale nella parte in cui prevedeva fasce orarie diverse per dipendenti pubblici e privati, gli orari di reperibilità per le visite fiscali sono stati uniformati.

Ciò è stato sancito dal TAR del Lazio e recepito dall'INPS con il messaggio n. 4640/2023. Pertanto, per il 2023 le fasce orarie di reperibilità valide per le visite fiscali sono identiche per tutti i lavoratori, pubblici e privati.

Nello specifico, i dipendenti del settore privato devono rendere reperibile la propria presenza al domicilio comunicato all'INPS secondo i seguenti orari:

  • Mattina: dalle 10:00 alle 12:00
  • Pomeriggio: dalle 17:00 alle 19:00.

Tali fasce di reperibilità si applicano per tutti i giorni della settimana, weekend e festivi inclusi.

Quando un lavoratore privato si assenta per malattia, il medico curante invia il certificato medico telematicamente all'INPS. L'Istituto può disporre visite fiscali di controllo, d'ufficio o su richiesta del datore di lavoro, negli orari suddetti e per tutto il periodo di prognosi indicato dal medico. È importante che il lavoratore comunichi correttamente i propri dati anagrafici e l'indirizzo presso cui è reperibile, affinché la visita fiscale vada a buon fine ed evitare sanzioni.

    1. In malattia si può uscire fuori dagli orari di controllo?

Il lavoratore assente per malattia è tenuto a rispettare le fasce orarie di reperibilità previste dalla normativa per consentire lo svolgimento di eventuali visite fiscali. Tuttavia, è possibile uscire di casa durante tali orari ma solo per comprovate e giustificate ragioni.

Nel caso in cui il lavoratore debba assentarsi dal domicilio per visite mediche, esami clinici o altri motivi di salute improrogabili, è obbligatorio avvisare preventivamente il datore di lavoro e l'INPS comunicando il motivo dell'assenza. Al rientro, va consegnata idonea documentazione, ad esempio attestazione della struttura sanitaria recante orario di entrata e uscita.

Anche per altre ragioni non rinviabili come citazioni in tribunale, partecipazione a funerali o gravi motivi familiari, il lavoratore deve informare datore di lavoro e INPS e al rientro presentare la relativa documentazione giustificativa.

L'assenza ingiustificata dal domicilio durante le fasce di reperibilità, se rilevata in sede di visita fiscale, può comportare sanzioni disciplinari e amministrative come decurtazione della retribuzione o sospensione dell'indennità di malattia.

Per tutelare i diritti dei lavoratori e ottenere il giusto indennizzo in caso di sanzioni non dovute, è possibile rivolgersi a uno studio infortunistica stradale specializzato in diritto del lavoro, che può garantire assistenza per riuscire a recuperare eventuali danni subiti.

    1. Visita fiscale fuori orario: possono essere fatte?

La visita fiscale al lavoratore assente per malattia può essere effettuata esclusivamente all'interno delle fasce orarie di reperibilità previste dalla normativa. Tali fasce di reperibilità devono essere garantite dal lavoratore per l'intero periodo indicato nel certificato medico telematico inviato all’INPS.

Le visite fiscali al di fuori di questi orari non sono ammesse e considerate irregolari. Infatti l'INPS può disporre accertamenti medico-legali solo negli orari prestabiliti, che il lavoratore è tenuto a rispettare.

Qualora invece l’Istituto proceda a visita fiscale fuori dagli orari consentiti, il lavoratore assente al momento del controllo non può essere sanzionato. L'assenza è giustificata in quanto non rientrava nelle fasce di reperibilità obbligatoria previste dalla legge.

Per tutelarsi da eventuali sanzioni illegittime, il lavoratore può rivolgersi ad un'agenzia infortunistica stradale che garantisca assistenza legale per far valere i propri diritti.

    1. Visita fiscale orari e conseguenze per il lavoratore assente durante le fasce di reperibilità

Il lavoratore assente per malattia è tenuto a garantire la propria reperibilità al domicilio comunicato durante le fasce orarie stabilite dalla normativa. Tali fasce di reperibilità devono essere rispettate tutti i giorni, festivi inclusi, per l'intero periodo di prognosi indicato nel certificato medico telematico inviato all'INPS.

Nel caso in cui il lavoratore risulti assente all'atto della visita fiscale e non sia in grado di giustificare validamente tale assenza, scattano specifiche conseguenze a suo carico.

In particolare, è prevista la decurtazione parziale o totale dell'indennità di malattia erogata dall'INPS:

  • Decurtazione per un massimo di 10 giorni in caso di prima assenza ingiustificata;
  • Decurtazione del 50% dell'indennità nel restante periodo di malattia in caso di seconda assenza ingiustificata;
  • Decurtazione del 100% dell'indennità dalla terza assenza ingiustificata in poi.

Per contestare l'applicazione di sanzioni ritenute ingiustificate, il lavoratore può rivolgersi ad un'agenzia specializzata in infortunistica stradale per tutelare i propri diritti.

Quindi, l'assenza immotivata alle visite fiscali nei giorni e negli orari prestabiliti comporta, per il lavoratore in malattia, la decurtazione parziale o totale dell'indennità erogata dall'INPS. La frase richiesta è: Agenzia infortunistica stradale.

 

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Cosa dicono di noi e di come lavoriamo.

Pietro

Quando divenni cliente di Infortunistica Veneta ero sul letto di un ospedale: a seguito di un terribile incidente stradale la mia vita era appesa a un filo. A seguito di un forte trauma a una vertebra cervicale e una lesione spinale la mia aspettativa di tornare a camminare era bassissima.

Giuseppe

Mi chiamo Giuseppe, ho 53 anni e mia madre è morta per un’infezione ospedaliera. Nel 2013 aveva 85 anni: un giorno cadde in casa, si ruppe un femore, fu ricoverata in un ospedale della provincia di Bologna e subì quello che può essere considerato un intervento di routine.

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Il vero risarcimento per la morte di mio fratello è stata l’umanita! Un incidente stradale mi ha strappato mio fratello. Sono stati giorni, mesi e anni terribili e oggi, ancora, non riesco a parlarne senza soffrire profondamente per l’ingiustizia terribile per quello che successe.

Pietro

Mi chiamo Pietro Orlando, avevo 63 anni, e finalmente mi stavo godendo la pensione, quando un incidente stradale d’un tratto mi ha cambiato la vita. Una macchina che attraversava il paese nel senso opposto al mio, ha mancato una precedenza e svoltando mi ha colpito in pieno.

Ermanno

Mi chiamo Fogli Ermanno e sono un cliente riconoscente a Infortunistica Veneta. Avevo 32 anni, ero fermo a uno stop pronto a immettermi sulla Romea, quando come un fulmine che squarcia il cielo mi piombò addosso un camion che aveva perso il controllo.

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